sayonara

Oggi colazione in hotel, un buffet occidentale che ci è costato quanto la cena di sushi di ieri ma eravamo davvero pronti ad uccidere per dei croissant.

Tempo di fare il check-out ed eravamo già al binario in attesa del treno rapido per Osaka, città che ci avrebbe accolto in questa giornata, nonché da dove saremmo partiti questa sera alla volta di Malè.

Osaka è la terza metropoli giapponese e  non appena ci si avvicina alla città il cambiamento rispetto a Kyoto si nota eccome, pur essendo esse distanti solo un’ottantina di chilometri.

Arrivati alla stazione ci siamo preoccupati di mettere al sicuro i bagagli più ingombranti dentro due dei numerosissimi ‘coin locker’ (armadietti a pagamento) che popolano gran parte delle maggiori stazioni, dopodiché ci siamo fermati subito a pranzo in un posto che preparava hamburger in stile hawaiano all’interno dell’enorme centro commerciale costruito in corrispondenza della stazione di Osaka.

Dopo pranzo, sebbene il tempo si fosse leggermente guastato e fosse iniziata una leggera pioggia abbiamo deciso di andare a vedere quello che è il maggior punto di interesse della città, nonché quello che ne è il simbolo, il castello Osaka-jo.

Raggiuntolo in taxi, il giro all’interno delle mura per raggiungere il palazzo principale è stato sufficientemente rapido, causa maltempo, ma non per questo lo spettacolo di cui hanno goduto i nostri occhi è stato scadente, anzi. Esso è suddiviso in 8 piani e al penultimo vi è una terrazza panoramica che permette di godere di un’ottima vista su tutta la città.


Terminata la visita al parco del castello siamo ritornati in taxi alla stazione, dove, con il tempo ancora a disposizione abbiamo avuto modo di capire quale fosse il mezzo migliore per raggiungere l’aeroporto (treno JR), comprarne i biglietti e recuperare i bagagli.

Pronti, via! Alle 18 saliamo sul treno che in poco più di un’ora ci avrebbe portato all’aeroporto internazionale del Kansai, cambiando tre differenti linee di JR senza però bisogno di dover scendere e cambiare treno, davvero comodo!

Se non fosse che in una delle ultime fermate prima dell’aeroporto, ascoltando un annuncio ai microfoni del treno fatto in un inglese stentato, ci rendiamo conto che le prime 4 carrozze del treno avrebbero deviato per l’aeroporto, mentre le restanti 4 avrebbero continuato il loro viaggio verso un’altra destinazione.

Poco male direte, ma indovinate su quale carrozza eravamo? La quinta! Quindi attimi di panico placati solamente quando, una stazione prima della biforcazione, siamo riusciti a cambiare carrozza con una mossa tanto repentina quanto goffa (era infatti impossibile passare da un vagone all’altro a treno in corsa, quindi siamo dovuti scendere e risalire una carrozza più avanti durante la fermata in stazione, trascinandosi dietro i ‘comodi’ bagagli da 25kg come fossero sacchi di patate).

Tutto sistemato! Abbiamo poi tranquillamente proseguito per l’aeroporto vedendo le ultime 4 carrozze del treno allontanarsi dietro di noi.

Una volta in aeroporto tra imbarco dei bagagli, controlli di sicurezza e controllo passaporti, l’attesa per il volo è passata relativamente in fretta. Ora siamo atterrati a Dubai e siamo in attesa di imbarcarci per altre 4h di volo per Male.

Che dire, arigatou gozaimasu Giappone per le belle esperienze che ci hai permesso di vivere, ci sei piaciuto tanto così:


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