Arigatou gozaimasu Hakone

Konnichiwa a tutti!

Oggi il risveglio è stato sufficientemente traumatico e non esattamente come ce lo eravamo immaginati.

Sebbene la notte, infatti, e il sonno, siano trascorsi piacevolmente coperti dai piumoni sopra il tatami, il bagno termale che avevamo programmato per il risveglio è stato sostituito con una breve passeggiata nel giardino cinese in quanto le sale private erano tutte occupate.

Ma se pensavamo che questa fosse stata la più grande sfortuna della mattinata ci sbagliavamo di grosso! All’ora della colazione, compresa nella nostra prenotazione, ci si sono parati davanti nell’ordine: un filetto di salmone, riso bianco, zuppa di miso, uova e prosciutto da cuocere a piacere e un’altra serie di svariati piatti e piattini tipici che avrebbero messo alla prova anche gli stomaci più forti.


Superato lo scoglio colazione ci siamo diretti alla stazione di Hakone-Yumoto, dove ieri siamo arrivati in treno da Odawara, per prendere uno dei bus che serve la zona e recarci al lago Ashi.

Qui abbiamo potuto ammirare prima l’Hakone-jinja Shrine, un tempio shintoista racchiuso nel bosco e caratterizzato da un enorme Torii rosso affacciato sul lago, e poi passeggiando lungo la Ancient Cedar Avenue abbiamo raggiunto l’Hakone Sekisho, ricostruzione dell’originario check-point posto lungo la via del Tokaido, che permetteva di controllare il flusso di persone e merci ed evitare che le mogli e famiglie dei signori feudali, daimyō, tenute in esilio dal governo a Edo (antico nome di Tokyo), non raggiungessero le loro regioni natali e innescassero pericolose ribellioni.


Giunti dunque a Moto-Hakone ci siamo imbarcati sul veliero che compie la traversata del lago Ashi fino a Togendai, e poi da qui in bus ci siamo spinti fino a Gotemba con l’obiettivo di vedere più da vicino il famoso Monte Fuji.


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Ora siamo alla stazione di Odawara, in attesa che un treno Shinkansen ci porti con un viaggio di 2h a Kyoto, antica capitale giapponese, dove proseguiremo il nostro viaggio!

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